Speciale – Uncharted 4 è davvero un capolavoro?

Analizziamo nel dettaglio l'ultima avventura di Nathan Drake

Speciale – Uncharted 4 è davvero un capolavoro?

Articolo a cura di Danilo Neve e Giulia Ambrosini

ATTENZIONE: L’ARTICOLO CONTIENE NUMEROSI SPOILER SULLA TRAMA

Sono ormai diversi giorni che rimuginiamo ed analizziamo in dibattito l’ultima fatica di Naughty Dog, nel tentativo di stabilire una volta per tutte cosa sia davvero Uncharted 4. Tagliamo la testa al toro e diciamolo subito: Uncharted 4 è un ottimo gioco sotto ogni punto di vista. Oh.. Ecco fatto. Ora che è stato detto ci sentiamo tutti un po’ meglio, vero?

Perché allora scrivere questo speciale? Se il titolo è ottimo, non avrà sicuramente delle carenze tali da comprometterne la perfezione o da renderlo addirittura ingiocabile. Questo è vero, ma fino ad un certo punto. La qualità della serie è sempre stata abbastanza altalenante, tra momenti dirompenti capaci di lasciare un segno indelebile nei giocatori, e altrettante sequenze stiracchiate che abbassavano l’asticella del divertimento o minavano pesantemente la credibilità del mondo di gioco. Tutti ci aspettavamo che dal team di Uncharted 2, capolavoro indiscusso oltre che massimo esponente del genere action adventure della scorsa generazione, e gli sceneggiatori di The Last of Us potesse uscirne un bomba che avrebbe raso al suolo sia la concorrenza sia gli altri team interni di Sony. Quindi la vera domanda che dobbiamo porci è: dopo aver giocato a fondo il titolo e averne assaporato ogni elemento, in che cosa effettivamente eccelle questa esclusiva? Grafica e tecnica si pongono immediatamente in cima alla lista. Uncharted 4 vanta un comparto visivo eccelso, una realizzazione tecnica magistrale che lo pone automaticamente come punto più alto delle produzioni su console. Il tutto coadiuvato dall’incredibile dedizione del team verso la costruzione di ogni singola area di gioco, arricchite da una quantità di elementi e dettagli fuori dal comune.

Il level design è assolutamente strepitoso, gli scorci fantastici, tanto che gli stessi protagonisti ce lo ricordano più e più volte durante l’intera avventura… forse un po’ troppo a dire il vero. Però ehi, il gioco è effettivamente una gioia per gli occhi, quindi accettiamo volentieri che lo sia anche per Nate e gli altri.

Se iniziamo ad analizzare altri aspetti però, il titolo inizia a zoppicare un po’ di più. Così come in Uncharted 3, abbiamo un’introduzione e una prima parte dell’avventura molto articolate e dal ritmo trascinante, fatte di un continuo susseguirsi di luoghi meravigliosi come l’Italia e la Scozia, che sono realizzati talmente bene da far chiudere un occhio o due (ad alcuni anche tre o quattro). Poi, quando finalmente viene raggiunta l’area geografica che dà il via alla vera avventura, ci ritroviamo in un circolo vizioso che scade in scontri infiniti e abbastanza esagerati. Tutto il mistero e la scoperta di un’avventura simile vengono meno nel momento in cui dobbiamo semplicemente sopravvivere al nemico di turno. Una volta raggiunta Libertalia, la leggendaria colonia pirata fondata sotto il comando di Henry Avery, è come se il gioco avesse detto e dato tutto. Il passaggio è sancito da un momento particolare, la scoperta del tradimento di Sam e il confronto con Rafe, che da quel preciso istante si carica del ruolo di principale villain del gioco, nonostante tutta l’enfasi fosse posta inizialmente su Alcazar. Lo spettro del dubbio cala inevitabilmente sulle nostre menti, e la seconda metà della storia appare come un allungamento superfluo per non affibbiare ad Uncharted 4 la nomea di titolo scarsamente longevo. Cosa che comunque non sarebbe stato, anzi. Fino a qui era una bellissima avventura con il neo-fratello di Nate, Sam.

Foto del profilo di Giulia Ambrosini
Scrivo di videogiochi nella speranza di fare di questa mia grande passione un mestiere. Da bambina giocavo ad Unreal Tournament e senza accorgermene mi sono innamorata di un altro grande titolo di Epic: Gears of War. Dopo aver conosciuto NeDan89 e aver aperto con lui l'attuale fansite GOW-Series.com, ho perfezionato le mie capacità in scrittura e doppiaggio per condividere con voi le mie recensioni!

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