Destiny: Il Casato dei Lupi

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Scritto da Giulia Ambrosini il 28 maggio 2015

Il richiamo alle armi diventa, appena ripresi i comandi, irresistibile. Destiny ha indubbiamente l’appeal necessario per richiamare all’attenzione anche i giocatori meno perseveranti. Abbiamo infatti abbandonato completamente il titolo per diversi mesi, dopo aver spolpato a sufficienza, ma non completamente la precedente espansione, che ci aveva regalato una bella dose di sfida per poi sfinirci con una serie di taglie esasperanti pensate per trascinare ancora per qualche tempo i guardiani da un pianeta all’altro alla ricerca di un po’ d’azione. L’Oscurità dal Profondo aveva adempiuto al suo scopo, innalzando il Level Cap a 32, arricchendo la playlist degli Assalti con due nuove sfide estremamente stimolanti, introducendo una nuova Incursione chiamata La Fine di Crota e aggiungendo nuove – fondamentali – mappe al comparto PvP. Stavolta a richiedere il nostro intervento è la misteriosa regina degli Insonni, incontrata precedentemente nella campagna base del gioco per qualche istante.

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Il tessuto narrativo che introduce alle nuove missioni della seconda espansione di Destiny, intitolata Il Casato dei Lupi, è leggermente più comprensibile rispetto a quello che accompagnava l’Oscurità dal Profondo; nel periodo del conflitto che ha portato alla morte del Viaggiatore, gli Insonni si erano alleati ad alcuni casati dei caduti, uno di questi in particolare, guidato da Skolas, ha tradito la fiducia della regina innescando una lotta interna. Nei panni del nostro Guardiano ci accingiamo quindi a raggiungere l’Atollo, il nuovo hub social aperto per l’occasione al pubblico dove incontriamo l’emissaria della regina, Petra Venj, un’insonne che somiglia terribilmente ad una qualsiasi guardiana realizzabile con l’editor del personaggio. Il feeling dunque nei primi momenti non è dei migliori, ma la prospettiva di intraprendere nuove missioni contro i Caduti ribelli è sufficiente come premessa. Inutile dire che le missioni principali del DLC – cinque in totale contando anche una missione di pattuglia su Venere – hanno il solo scopo di introdurci agli altri contenuti e di presentarci personaggi e oggetti nuovi. Presso l’Atollo infatti incontreremo anche Variks, che ci fornirà una chiave di accesso alla Prigione degli Anziani, che assieme alle Prove di Osiride costituisce il vero fulcro della nuova esperienza.

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NUOVE, STIMOLANTI SFIDE E GHIOTTE RICOMPENSE

La Prigione degli Anziani è una struttura divisa in quattro arene di combattimento differenti corrispondenti alle razze di nemici: Alveare, Caduti, Vex e Cabal. Qui sono stati imprigionati tutti gli avversari più agguerriti che abbiamo affrontato nel corso delle nostre missioni e che, per gioia degli Insonni, potremo dilettarci a sfidare in diverse ondate strutturate come un’Orda. Nel corso delle singole sfide sarà necessario anche prestare attenzione ad alcuni obiettivi secondari come neutralizzare delle mine esplosive o presidiare una piccola area. Terminata la battaglia faremo ritorno alla stanza principale dove un’altra porta ci condurrà al successivo scenario. La Prigione degli Anziani offre un livello di sfida crescente e ricompense ghiotte, soprattutto se si acquistano presso Variks le “Prove del Giudizio”, utili appunto a sbloccare premi nelle sfide.

Le Prove di Osiride invece hanno lo scopo di rimpolpare e rendere finalmente appetibile anche il comparto PvP, quello più afflitto da problemi di longevità e di equilibri. Queste ultime consistono in sfide tra squadre composte da tre giocatori in un’arena che cambia settimanalmente, dove a determinare la vittoria sarà l’uccisione di tutti gli avversari o la conquista di una bandiera che apparirà ad un certo punto nel corso del match. Questa modalità non prevede respawn ma consente ai giocatori di rianimare i compagni per un numero infinito di volte. L’esito della partita quindi dipende da diverse variabili, dalla coordinazione della squadra nell’eliminare velocemente gli avversari, alla capacità di resistere e portare a casa la bandiera. La vera novità consiste però nella gestione dei match. Per poter accedere alle Prove di Osiride è necessario infatti recarsi presso un venditore sull’Atollo chiamato Fratello Vance, il quale ci fornirà un biglietto di ingresso contenente nove cerchi gialli e tre rossi che corrispondo rispettivamente alle vittorie e alle sconfitte. Perdendo tre volte di fila sarà necessario acquistare un nuovo biglietto, mentre le vittorie daranno accesso a corpose ricompense. Con tre vittorie consecutive sarà possibile acquistare dei pacchetti azzurri il cui contenuto è gestito randomicamente, dopo cinque si ottiene un pezzo di armatura di Osiride di livello 34il Level Cap di questa seconda espansione – da sei fino a otto si ottengono due pacchetti leggendari contenenti un’arma e Luce Eterea e un’arma aggiuntiva. Infine, raggiungendo la quota di nove vittorie consecutive, sarà possibile accedere ad una zona inedita su Mercurio per ottenere le medesime armi di Osiride arricchite dal Danno Elementale oltre naturalmente alla Luce Eterea – nuovo elemento necessario per livellare.

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BUNGIE ASCOLTA I FAN E MODIFICA GLI EQUILIBRI

Non manca naturalmente l’introduzione di un nuovo assalto utile ad arricchire le playlist settimanali standard, dove affronteremo nientemeno che il buon Skolas, un Caduto armato di un pesante lanciarazzi. Quest’ultimo tuttavia si è rivelato meno coinvolgente rispetto ad altri e la difficoltà di livello 28 – il massimo che si può impostare, discorso a parte per il Cala la Notte – è ormai un po’ troppo bassa per i giocatori più esperti o comunque di livello superiore a 30. Manca invece una nuova incursione a sei giocatori per il comparto PvE, che avevamo apprezzato nella precedente espansione.

Tornando velocemente alle missioni della storia, possiamo affermare che queste ultime costituiscono senza dubbio la parte più deludente de “Il Casato dei Lupi”. E’ sempre possibile aumentare la difficoltà ma queste si esauriscono comunque in poche ore. La missione di pattuglia su Venere, dove era necessario come al solito sparare a casaccio ai Caduti per raccogliere dei drop, ci è sembrata quasi uno scherzo. Abbiamo ancora una volta il riciclo delle medesime ambientazioni, stavolta da percorrere al contrario, e non abbiamo assistito all’introduzione di nemici con abilità e design inediti.
Bungie si è concentrata maggiormente sull’evoluzione del sistema di crescita e del potenziamento delle armi. In questo senso abbiamo dei miglioramenti nel drop e nella gestione delle ricompense per le attività. Ottenere parti dell’armatura ed armi esotiche è ora più semplice e si aggiunge la possibilità di aumentare la potenza delle vecchie armi, offrendo al giocatore una più ampia scelta di arsenale e di gestione del proprio equipaggiamento. Questa novità porta con sé anche qualche conseguenza negativa, per esempio il fatto che salire al livello 34 è forse troppo semplice e l’esperienza di gioco si esaurisce in fretta, mentre per quanto riguarda le armi, potendo potenziare al livello 365 anche quelle vecchie, il giocatore non è spinto a cercare assiduamente quelle introdotte con la nuova espansione, che perdono in parte la loro utilità.

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Conclusione

La seconda espansione di Destiny offre ai giocatori una buona dose di contenuti che, presumibilmente, sapranno sostenere il gioco per più tempo rispetto a quanto aveva fatto l’Oscurità dal Profondo. Le soddisfazioni arrivano paradossalmente per i giocatori meno assidui, che approdando sull’Atollo troveranno una buona dose di novità e meno frustrazione nelle fasi di livellamento del personaggio. Coloro che invece hanno trascorso mesi svolgendo attività secondarie, completando le taglie e giocando al PvP potrebbero trovare questa seconda espansione troppo facile, anche se la prospettiva di ottenere nuove armature e armi è sicuramente allettante.

Pro

  • La Prigione degli Anziani e le Prove di Osiride offrono sfide stimolanti per il PvE e il PvP
  • Aggiornamenti al sistema di crescita e potenziamento
  • Un nuovo assalto per le playlist settimanali

Contro

  • Le stesse ambientazioni per la storia, solo al contrario
  • L'assenza di matchmaking può creare delle difficoltà
7

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Scrivo di videogiochi nella speranza di fare di questa mia grande passione un mestiere. Da bambina giocavo ad Unreal Tournament e senza accorgermene mi sono innamorata di un altro grande titolo di Epic: Gears of War. Dopo aver conosciuto NeDan89 e aver aperto con lui l'attuale fansite GOW-Series.com, ho perfezionato le mie capacità in scrittura e doppiaggio per condividere con voi le mie recensioni!

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