Bloodborne - Recensione

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Scritto da Gianluigi Valdes il 29 aprile 2015

Benvenuti a Yarnham!

From Software continua il suo periodo d’oro e, dopo il grandissimo successo che ha riscosso con la serie Souls, rilascia la sua nuova IP, in esclusiva PS4: Bloodborne, distaccandosi dalla serie Souls ma pur sempre prendendone lo stile. Il titolo promette di immergere il giocatore in una esperienza terrorizzante e sanguinolenta, in un mondo di gioco cupo e in preda alla disperazione.

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CUPO E VITTORIANO
Se siete fan della serie Souls dimenticatevi il tipo di ambientazione a cui eravate abituati, da un mondo concettualmente basato sul medioevale/fantasy si passa ad una ambientazione nuova tutta da esplorare. Ci troviamo infatti in un mondo caratterizzato da una forte influenza della Londra vittoriana di metà ‘800. In una ambientazione dark e claustrofobica vivremo la nostra avventura, creata appositamente per far immergere il giocatore in quella che è la mente di Miyazaki, lo storico fondatore della serie di successo che ormai i Souls rappresentano. La trama è poco chiara, si sa effettivamente poco sul mondo di gioco, se non qualche spunto sul perchè siamo a Yarnham, il resto lo dovremo scoprire noi leggendo le descrizioni degli oggetti che troveremo man mano che proseguiremo il nostro cammino.

La nostra avventura, manco a dirlo, inizia in maniera abbastanza tenebrosa. Ci troviamo a Yarnham, una cittadina meta di tantissime persone che cercano una cura a malattie gravissime: sembra infatti che a Yarnham risieda una medicina, il “Sangue Curativo” capace di curare qualsiasi tipo di male, accogliendo visitatori da tutte le parti del mondo. La città però ha subito una epidemia terribile, ed è ormai meta di tantissimi cacciatori di belve che cercano un modo per disfarsene. Il gioco inizia quindi in una clinica, con un inquietante “dottore” in sedia a rotelle che ci chiederà di firmare un contratto prima di continuare il nostro trattamento. Inizia così la creazione del nostro protagonista. Come da tradizione From Software, l’editor è completissimo, e ci permetterà di sbizzarrire la nostra fantasia e creare nel dettaglio il nostro alterego. Tutto può essere modificato nel dettaglio, permettendoci di creare personaggi simili a noi od a protagonisti di film, videogiochi e via discorrendo (il web in tal senso si è già scatenato, mostrando cosplay di Harry Potter e Joker, per citarne alcuni). Finita la creazione del personaggio veniamo incontro al primo cambiamento degno di nota: la scelta della classe. Il sistema di classi è diverso da quello dei Souls, molto meno libero in quanto ci sono meno abilità da livellare, mancheranno infatti abilità come “Intelligenza”, “Fede” e l’abilità per determinare il peso trasportabile, “Vigore”, definitivamente omessa. Questo comporta un cambio netto in quella che è la componentistica GDR del gioco, rendendolo quindi diverso dai titoli precedenti, marcando quella che è la concezione del titolo: non parliamo infatti di un seguito vero e proprio, ma di una nuova IP che attinge l’essenza dei precedenti titoli ma si differenzia per una serie di nuove caratteristiche.

Le classi variano tra bonus in energia, vitalità, attacco e altre caratteristiche, di cui parleremo più avanti, che permetteranno al giocatore di iniziare col piede giusto l’avventura.
Scelto il personaggio e le sue abilità possiamo finalmente iniziare il nostro viaggio, che non inizia nel migliore dei modi: ci troveremo infatti a mani nude, contro un licantropo. Questa è la prima vera sfida che il gioco pone al giocatore, ed è una prerogativa per iniziare il tutorial. I giocatori più esperti è probabile che riescano ad affrontare e sconfiggere il licantropo, noi non ci siamo riusciti, nonostante l’esperienza accumulata con i precedenti titoli del genere.
Andando quindi incontro alla prima morte verremo teletrasportati nel Sogno del Cacciatore, una zona sconosciuta e surreale dove avrà inizio il nostro tutorial. Qui sarà possibile scegliere la nostra prima arma per la mano destra e l’arma da fuoco, per la mano sinistra. Per terra ci saranno le note degli sviluppatori, utili per conoscere le meccaniche di gioco e avere una minima idea su come muoversi. Non sarà la prima volta che visiteremo questo posto, in quanto sarà un vero e proprio hub, dove poter salire di livello, comprare consumabili, attivare i dungeon, potenziare ed acquistare gli equipaggiamenti.

Una volta finita la nostra gita al Sogno del Cacciatore, potremo tornare alla zona precedente e, finalmente, ottenere una sana vendetta. Da qui avrà inizio il gioco vero e proprio, in una avventura che via via diventerà sempre più surreale, e come da tradizione, tenebrosa e poco chiara. Una nuova feature interessante è quella relativa ai Chalice Dungeons, dei dungeon procedurali in cui affrontare nemici e boss unici che non troveremo nella campagna principale; per attivarli saranno necessari i calici ed i materiali per il rituale, i primi li troveremo nella campagna principale e nei dungeon, i secondi anch’essi sono recuperabili nelle mappe o direttamente nei dungeon come drop dei nemici e dentro gli scrigni. Ogni dungeon, eccezion fatta per il primo, sarà diverso di giocatore in giocatore per nemici, livello di profondità (quante aree compongono il dungeon) e boss da affrontare. Un’aggiunta gradita e divertente, che consigliamo di intervallare alla campagna principale per non rischiare di essere di livello troppo alto e superare i primi dungeon troppo facilmente.

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BUTTA LO SCUDO E PRENDI CORAGGIO!

Come detto prima, Bloodborne è una nuova IP, non è un Souls, ed il fatto che ne prenda l’essenza non significa che sia lo stesso gioco. Questo è una delle prime cose che i vecchi giocatori noteranno, il titolo è dannatamente diverso. Il giocatore dei Souls è abituato ad un gameplay riflessivo, basato sull’attendere il nemico coperti da uno scudo, aspettando il momento giusto per attaccare. Dimenticatevi queste dinamiche. Il combat system di Bloodborne si basa sulla velocità e sull’aggressività, e premierà il giocatore temerario. Le rotolate sono state sostituite dagli scatti, molto più veloci e pratici da eseguire. Questo cambia le carte in tavola e rende il gioco molto più veloce ma anche più comodo. Il nuovo sistema permette di avere bene idea di dove si stia andando, cosa che non accadeva col vecchio sistema di rotolata. Il maggior ground control si sposa benissimo con il nuovo comportamento dei nemici, ora molto più aggressivi e propensi all’attaccare in gruppi.

I primi nemici, vecchi cacciatori ormai trasformati in bestie, popoleranno Yarnham, cercando le “bestie” appunto, indice del loro passato di cacciatori e del loro senno ormai sparito, visto che si ritrovano dalla parte sbagliata; saranno frequenti le ronde e non saranno poche le volte in cui ci troveremo contro gruppi di 4-5 nemici pronti ad accoglierci. Ed è qui che il nuovo combat system prende corpo: il sistema di armi, le nuove schivate e le armi da fuoco ci permettono di avere un controllo della situazione senza precedenti, anche se le prime volte sarà difficile padroneggiarlo e ci vorrà più di qualche tentativo prima di apprenderne appieno il funzionamento. Se nei titoli precedenti le armi erano uniche ed avevano ognuna un range caratteristico, in Bloodborne le armi presentano tutte due versioni attivabili tramite il tasto L1: una versione per il combattimento ravvicinato, un’altra per il combattimento a distanza. Le due versioni dell’arma aggiungono duttilità al moveset, ora concatenabile con le due versioni delle armi, riuscendo a portare il giocatore ad avere il controllo e la consapevolezza di avere un numero maggiore di alternative ai comportamenti da adottare in battaglia.

La mancanza di scudi in questo titolo comporta la presenza di un solo tasto che può essere utilizzato per difendersi, L2. Con esso è possibile, se si utilizza l’arma ad una mano, sparare con le armi da fuoco, che ci permettono di fare danno (irrisorio, a meno che non abbiate livellato l’abilità Tinta del Sangue, sconsigliato per i novizi) o di stordire il nostro nemico se viene sparato il colpo al momento giusto. Se disponete invece di un arma a due mani, con L2 sarà possibile effettuare un attacco ad area. Con R1 ed R2 invece si sferrano rispettivamente attacchi leggeri e pesanti,con questi ultimi che hanno la possibilità di essere caricati per effettuare più danni o, se si colpisce il nemico alle spalle, per stordirlo ed avere la possibilità di eseguire un backstab. Combat system che quindi può inizialmente sembrare simile a quanto visto nei capitoli della serie Souls, ma che risulta molto più profondo, variegato e perfezionato. Presenti inoltre gemme e rune: le prime possono essere incastonate sulle armi per potenziarle e le si possono trovare come drop dai nemici, negli ambienti di gioco e nei dungeon; le seconde invece aggiungono bonus al personaggio, con un funzionamento simile agli anelli dei Souls (quindi bonus di difesa, status, attacco e via dicendo) ed è possibile recuperarle durante l’avventura e nei dungeon, ma non come drop dai nemici. Queste due aggiunte riescono a dare varietà alla build del giocatore, soprattutto le gemme, che possono fornire danno elementale alle proprie armi.

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SCEGLI IL TUO DESTINO

Il sistema delle classi come detto è stato sensibilmente cambiato, riducendo il numero di abilità livellabili. Le classi selezionabili ad inizio gioco sono le seguenti…


Mite
Un’educazione ordinaria. I parametri sono medi.
Unico Superstite
Disponi di grande energia e vigore.
Infanzia Problematica
Una gioventù difficile ti ha reso molto resistente.
Passato Violento
Le imprudenze passate ti hanno reso più forte.
Professionista
Hai innate doti accademiche e investigative.
Esperienza Militare
Hai combattuto molto. Ciò ti ha reso forte e abile.
Nobili Origini
Discendi da un’antica famiglia e confidi delle tue origini.
Destino Crudele
Hai affrontato momenti duri, che ti hanno dato forza.
Spreco d’Ossigeno
Non hai alcun talento. La tua nascita è stata vana.


…che differiscono per qualità principali quali Forza, Abilità, Resistenza, Vitalità, Tinta del Sangue ed Arcano.
Spreco di ossigeno invece è per gli ossi duri, che non vogliono la vita facile e partono con un livello basso dotato di poche abilità.

Bloodborne si distacca prepotentemente dalla componentistica GDR dei titoli Souls, rimarcando una semplificazioni delle classi a discapito però del numero delle build che si potranno creare. Questo comporta una minore varietà nei personaggi che potremo creare, andando a toccare una delle caratteristiche che più apprezzavano i vecchi giocatori e che rendevano il titolo pressochè infinito. Chiaramente anche qui sarà possibile creare diversi personaggi, che si differenziano per caratteristiche e armi utilizzabili, ma ci è parso che col tempo il gioco non possa assicurare la stessa varietà e, di conseguenza, longevità. In aggiunta a ciò, alcune scelte relative all’equipaggiamento, come il non poter migliorare le armature e la loro poco incisività nelle statistiche del giocatore, a parte qualche caso di armature “specializzate”, non aiuta.

Presente come sempre il New Game+ ma con una struttura diversa: la difficoltà infatti subisce un picco a partire dal primo NG+, ma poi appiattendosi per il resto delle run. Questa scelta potrebbe far storcere il naso ai più, ma rende giustizia al primo NG+, che nei vecchi titoli risultava fin troppo facile; la scelta è inoltre giustificata dal level cap minore, che può essere raggiunto in meno tempo rispetto al passato, riuscendo ad ottenere un personaggio “completo” già a partire dalla metà del secondo NG+. Non pensate però che questo possa rendervi invincibili. la soglia di danno massimo non vi farà uccidere con un colpo tutti. La longevità rimane comunque alta: per finire la prima run ci sono volute circa 35-40 ore, cercando segreti e drop nascosti ma con una irrefrenabile voglia di arrivare alla fine e saperne di più. Esso è chiaramente un valore variabile, visto il tasso di rigiocabilità la longevità resta in ogni caso ben al di sopra della media dei titoli odierni.

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UNA MAPPA FORTEMENTE INTERCONNESSA

Caratteristica dei titoli guidati da Myiazaki è sicuramente la cura nel level design. Gli ambienti di gioco che andremo a visitare ci faranno restare a bocca aperta, letteralmente. Yarnham è costruita egregiamente, le mappe sono ricche di elementi a schermo, dettagli e particolari curati. E’ incredibile quanti dettagli ogni location abbia, riuscendo a descrivere la situazione in cui Yarnham riversa. Dalle città ai villaggi abbandonati passando per le foreste il gioco, grazie anche al buon sonoro del titolo (anche stavolta privo di musiche, se non nelle boss fight), riesce ad immergere il giocatore nelle ambientazioni, riuscendo quindi nell’intento di riproporre una città ormai preda della disperazione. L’ottima scelta per le palette dei colori vanno a completare questo “quadro in movimento” che è Bloodborne.
Yarnham è un vero e proprio labirinto interconnesso, ed all’inizio non sarà facile orientarsi. Ogni mappa ha il suo sistema di shortcut da scoprire, sia sotto forma di porte/cancelli/ascensori, sia sotto forma di zone in cui è possibile saltare per tagliare gran parte del percorso. In questo senso il titolo è un piacere da esplorare, trovare i collegamenti tra una zona e l’altra appaga veramente, rendendo sensata l’esplorazione. La possibilità di trovare drop (e nemici) dietro l’angolo, alcuni di questi importanti, vi farà venire voglia di spulciare letteralmente la mappa, per trovarne tutti i segreti.

Non vogliamo spoilerarvi troppo, ma tutti i lati che il gioco mostra, dal surreale a quello più umano sono resi alla perfezione. I licantropi, le Bestie oscure, i cacciatori mutati e tutte le altre tipologie di nemico sono tutte ben realizzate ed ispirate.
Gli scenari che Bloodborne propone sono tra i migliori che il mondo videoludico può offrirvi. Ed è sicuramente questo il suo punto di forza.

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CACCIA DI GRUPPO!

Se trovate il gioco troppo difficile e vi serve una mano, o volete semplicemente giocare con altri giocatori è possibile, tramite le campane del richiamo, evocare altri cacciatori per giocare in cooperativa online. La funzione è disponibile sia per la campagna principale che per i chalice dungeons. Il sistema al momento è poco chiaro per la maggior parte dei giocatori e consiste nel suonare la “campana del richiamo piccola” nello stesso momento del giocatore che sta richiedendo aiuto tramite la “campana del richiamo”. Il sistema però, oltre ad essere poco chiaro non funziona come si deve, lasciando spesso il giocatore in attesa per decine di minuti spingendolo poi a rinunciare. Anche la funzione password, che permette di creare un codice da impostare nel menù principale per poter giocare con i propri amici (che devono aver impostato la stessa password in gioco) risulta poco funzionale. Sono poche le volte in cui si è riuscito a giocare in compagnia sia di amici che di sconosciuti.

Torna pure il PVP, anch’esso però minato dagli stessi problemi di rilevamento dei giocatori online. Questa modalità inoltre perde di importanza e varietà degli scontri, visto le limitazioni in fatto di build e armi, incappando nel problema di trovare spesso giocatori simili tra di loro; a differenza degli altri titoli il PVP risulta qui un elemento piuttosto marginale.

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TECNICAMENTE BLOODBORNE
Se davanti a tanta cura per i dettagli, mappe ricche di oggetti a schermo, l’ottima resa del sangue versato dai nemici, texture di qualità a tutto tondo (stupenda la resa nei tessuti) e gli ottimi effetti particellari, ci troviamo davanti ad un titolo graficamente sporco. Non tanto per l’assenza della luce dinamica, ma per un anti-aliasing praticamente assente ed un frame rate ballerino che poche volte riuscirà ad essere stabile sui 30 fps. E’ una nota negativa, perchè non rende giustizia all’alto livello artistico che il titolo offre. Il frame rate, oltre alla fluidità dell’immagine trasmessa influisce soprattutto sul gameplay, rendendo difficile, nelle zone più dense, il combattimento e non permettendo una risposta rapida ai comandi.

La PS4 fa veramente fatica a reggere il gioco, con espedienti per non pesare troppo sull’hardware, come un eccessivo pop up delle texture e degli elementi di gioco se si percorre rapidamente la mappa od un abbassamento del frame rate per i nemici distanti. Se aggiungiamo poi i tempi di caricamento sin troppo lunghi (corretti, in parte dall’ultima patch correttiva ma che rimangono fastidiosi soprattutto quando andate nell’hub) possiamo notare come Bloodborne sia un gioco spezzato proprio dal lato tecnico, che ci lascia con un po’ di amaro in bocca per il potenziale sfruttato male; From Software, nota per i suoi problemi con l’ottimizzazione, ci è cascata anche questa volta.

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CAPOLAVORO O DELUSIONE?
Leggendo questa recensione avrete sicuramente visto quanti difetti, problematiche ed altro siano emerse dalla nostra prova.
Questo può spaccare in due il giudizio del titolo, soprattutto se si paragona Bloodborne ai precedenti Souls; il paragone è obbligatorio, parliamo pur sempre di un seguito spirituale.
Quello che però ci si può dimenticare è che questa Bloodborne è a tutti gli effetti una nuova IP, il primo capitolo di una probabile serie, che si discosta per concezione dai Souls. Il gioco è più rivolto all’azione, alla freneticità dei combattimenti ed ad una propensione verso il surreale. E’ un gioco che prende le dinamiche dei vecchi capitoli, le modifica e assume una sua identità. L’aver pochi elementi GDR, per esempio, non può essere per forza visto come un lato negativo, proprio perchè Bloodborne è un gioco diverso. Il titolo rimane poco accessibile ai più, con una curva di apprendimento abbastanza ripida, che implica pazienza e perseveranza per prendere mano col gameplay,. Se siete di animo forte e riuscirete a passare le prime ore di gioco, Bloodborne saprà ricompensarvi pienamente.

Il voto rimane però chiaramente influenzato dai problemi al multiplayer, al frame rate ed ad una grafica fin troppo sporca, anche se il titolo rimane comunque un gioco da provare. E’ in grado di trasmettere emozioni che pochi giochi sono riusciti a fare, dalla paura allo stupore, sia dal punto di vista del gameplay, che dagli eventi di gioco.

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Commento Finale

Bloodborne è un gioco artisticamente sublime, Yarnham e le altre zone esplorabili sono una gioia per gli occhi. Il gameplay rimane uno dei punti cardine del titolo, dimostrandosi più completo e godibile. Il gioco però è minato da problemi a livello tecnico, vero tallone d'achille per From Software che, in ogni suo gioco mostra problemi di ottimizzazione. Il multiplayer ad oggi mostra vari problemi, ma al netto dell'esperienza è un gioco che va assolutamente provato e goduto.

Pro

  • Gameplay Solido
  • Livello di sfida alto e mai ingiusto
  • Artisticamente sublime
  • Mappe ricche di dettagli e segreti
  • Level Design ben studiato
  • Texture e grafica pura buona...
  • Rigiocabilissimo

Contro

  • Frame Rate instabile
  • Caricamenti lunghi
  • Problemi nel multiplayer
  • Fastidiosi problemi di pop-up
  • ...ma sporca per l'assenza di filtri
  • I vecchi fan potrebbero non gradire certe scelte
8.3

Foto del profilo di Gianluigi Valdes
Se mi dovessero chiedere: il tuo genere preferito? Non saprei rispondere, adoro praticamente ogni genere di videogiochi, ma quello che mi riesce meglio è sicuramente sparare! Dopo la collaborazione con NeDan89 e Scric93 in GOW-Series abbiamo deciso di aprire il progetto SINGAMES.IT, per cercare di raccontarvi il nostro punto di vista e tenervi aggiornati sul fantastico mondo dei videogiochi!

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