Assassin’s Creed Chronicles: China

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Scritto da Giulia Ambrosini il 1 maggio 2015

Nei panni di Shao Jun per una nuova avventura in Cina

In questo periodo particolarmente prolifico per i platform, Ubisoft non si è lasciata sfuggire l’opportunità di calare uno dei suoi franchise più famosi nell’affascinante mondo a due dimensioni e mezzo. Torniamo infatti a parlare di Assassin’s Creed con un nuovo spin-off pensato per colmare l’attesa del prossimo capitolo principale, anche se a dire il vero saremmo pronti ad attendere un po’ di più per un titolo all’altezza delle aspettative.
Assassin’s Creed Chronicles: China è il primo episodio di una trilogia di platform ambientata rispettivamente in Cina, Russia e India per vivere delle avventure inedite sempre sotto il vessillo degli Assassini. Ciascun titolo verrà venduto singolarmente al prezzo di 9,99 euro attraverso gli store digitali.

VIDEO

In AC Chronicles: China vestiamo i panni dell’assassina Shao Jun, un personaggio che abbiamo conosciuto attraverso il cortometraggio in computer grafica legato alla trilogia di Ezio, intitolato Embers. Ancora una volta dunque il secondo episodio principale della saga torna sotto i riflettori per attirare l’attenzione dei fan di vecchia data. Durante le fasi di addestramento infatti, incontreremo un vecchio Ezio Auditore pronto a condividere con noi i segreti del combattimento, e il cui profilo verrà naturalmente inserito nel database dell’Animus per invogliarci ad approfondire il contesto in cui si colloca questa nuova avventura. Qui si potrebbe aprire una parentesi sull’effettiva utilità di menzionare ancora la presenza dell’Animus, dal momento che il gioco non ci presenta un protagonista nel presente atto a rivivere i ricordi di un’antenata, ma è anche vero che questi dettagli ormai fanno semplicemente parte del background della serie, e Ubisoft ha progressivamente perduto interesse nel giustificare con coerenza ciò che viene presentato al giocatore.

La storia raccontata in China ruota attorno ad un antico e prezioso manufatto, il cui contenuto ha una valenza misteriosa, affidato a Shao Jun da Ezio. La giovane adepta è ormai una degli ultimi assassini sopravvissuti all’attacco delle Tigri, templari eunuchi capeggiati da una certo Zhan Yong che naturalmente vuole impossessarsi del prezioso oggetto. Shao Jun attua quindi un piano per sconfiggere dall’interno i luogotenenti dell’esercito templare e giungere progressivamente al suo capo. Ella si fa catturare e imprigionare per poi farsi strada con le proprie abilità di assassina e portare a termine il suo obiettivo.
Una volta presi i comandi iniziamo a muoverci all’interno dell’ambiente di gioco sfruttando due combinazioni di comandi differenti, derivati direttamente dai profili “Alto” e “Basso” classici, anche se di molto semplificati per adattarsi alle esigenze di un adventure a scorrimento orizzontale. Premendo il Tasto LT possiamo muoverci furtivamente per aggirare una guardia o per percorrere un tratto di percorso stretto, mentre con il Tasto RT potremo attivare la corsa, da combinare con il pulsante A per saltare e scalare le superfici. Inizialmente ci verrà chiesto di proseguire senza farci identificare per apprendere fin da subito le meccaniche stealth che caratterizzano pesantemente il gioco.

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GADGET DA ASSASSINI

La disposizione dei nascondigli all’interno dello stage non concede molta libertà di scelta e in generale si percepisce la necessità di compiere determinate azioni in un certo ordine, pena il farsi identificare e il dover ritentare la medesima sequenza. La linearità dei livelli si fa sentire anche proseguendo nell’avventura, una volta preso possesso di quattro differenti tipi di oggetti da sfruttare per eliminare o aggirare le guardie. Abbiamo il fischio per attirare le guardie verso la nostra posizione, dopo aver impostato il raggio d’azione con i tasti dorsali del joypad. Abbiamo poi i pugnali da lancio, utili solamente a tagliare le corde e per far cadere oggetti pesanti così da schiacciare i nostri nemici. Un’altra tipologia di pugnali sono quelli che provocano rumore, da lanciare nella direzione voluta per allontanare momentaneamente una guardia e, infine, i petardi utili per stordire i soldati per qualche istante. L’utilizzo degli oggetti è in parte soddisfacente perché aggiunge varietà ad un gameplay che altrimenti si limiterebbe solo ad un gioco di tempismi, ma d’altra parte ci sembra un po’ limitato alle sole azioni predisposte e questi non possono essere sfruttati in maniera creativa come nella serie originale, colpendo ad esempio una guardia con un pugnale quando questa si trova al limite di una sporgenza per farla cadere. L’interazione con l’ambiente presenta livelli altalenanti a causa di un level design non sempre ottimo. In alcuni scenari troviamo numerosi ostacoli che impongono dei percorsi più articolati mentre in altri non dovremo far altro che proseguire di qualche passo per raggiungere un nascondiglio e passare oltre. Naturalmente trattandosi di un Assassin’s Creed, l’approccio stealth non è l’unico a nostra disposizione, ma l’invulnerabilità di certi nemici e una certa legnosità di fondo nelle animazioni legate al combattimento rendono l’attacco diretto la scelta meno conveniente. Utilizzando rispettivamente i Tasti X e Y potremo sferrare un attacco leggero e potente mentre con il Tasto B potremo parare l’attacco avversario, senza tuttavia poter avviare un contrattacco vero e proprio. Abbiamo comunque la possibilità di uccidere furtivamente i soldati con la lama celata restando nascosti o saltando da una sporgenza. Questi in effetti sono i momenti in cui le meccaniche classiche si inseriscono nel modo migliore nella struttura del platform.

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UNA CURVA DI APPRENDIMENTO FIN TROPPO MORBIDA

A deludere in parte le aspettative non è solo la generale linearità dell’avanzamento nell’avventura. Anche la trama dal canto suo non riesce ad immergere il giocatore e a incuriosirlo a sufficienza, e in certi momenti sembra essere quasi assente; un vero peccato visto che il personaggio di Shao Jun è molto affascinante e poteva essere inserito in un contesto più ricco.
Il titolo comunque presenta una serie di obiettivi secondari legati all’esplorazione di aree segrete, per raccogliere collezionabili e altri oggetti. La mappa di gioco può inoltre essere rivelata recandosi nei punti di sincronizzazione; una citazione alla serie principale che abbiamo apprezzato. Vi sono quindi degli spunti interessanti che potrebbero essere ampliati con i prossimi episodi ma che purtroppo attualmente non sono sufficienti a garantire la rigiocabilità della campagna. La longevità si attesta sulle 4 ore con la possibilità di giocare alla seconda run in difficoltà più alta, perciò il rapporto con il prezzo di vendita ci sembra molto soddisfacente.

Da un punto di vista stilistico Assassin’s Creed Chronicles China è a tratti molto ispirato, con alcuni scorci particolarmente suggestivi, alternati da alcuni scenari un po’ più poveri. La realizzazione tecnica con il motore di gioco Unreal Engine al posto dell’apprezzato UbiArt non ha in alcun modo abbassato il livello qualitativo degli ambienti, che si presentano con uno stile acquerellato molto gradevole. E’ un po’ meno soddisfacente invece la reazione ai comandi e la fluidità di certe animazioni, difficili da concatenare nelle fasi di fuga.

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Commento finale:

Complessivamente Assasin’s Creed Chronicles: China è un titolo che passa un po’ in sordina. Le meccaniche infatti non spiccano per originalità nonostante la gradevole presenza dei classici gadget degli assassini, che potevano essere sfruttati in maniera più creativa seguendo la naturale curva di difficoltà che dovrebbe presentarci un titolo di questo genere. Il prezzo di vendita comunque giustifica a nostro parere l’acquisto se siete fan del brand di Assassin’s Creed e delle avventure a due dimensioni e mezzo, poiché in essa troverete alcune momenti molto riusciti, sempre con qualche riserva sulla velocità di input dei comandi.

Pro

  • I gadget degli assassini per la prima volta in un platform
  • Concept artistico molto gradevole

Contro

  • Generale linearità nell'avanzamento dell'avventura
  • Animazioni poco convincenti per i combattimenti
  • Risposta ai comandi non sempre immediata
6.7

Foto del profilo di Giulia Ambrosini
Scrivo di videogiochi nella speranza di fare di questa mia grande passione un mestiere. Da bambina giocavo ad Unreal Tournament e senza accorgermene mi sono innamorata di un altro grande titolo di Epic: Gears of War. Dopo aver conosciuto NeDan89 e aver aperto con lui l'attuale fansite GOW-Series.com, ho perfezionato le mie capacità in scrittura e doppiaggio per condividere con voi le mie recensioni!

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